Pescia – “Nell’Assemblea di ATO Toscana Centro, ho espresso il voto contrario del Comune di Pescia al Piano Economico Finanziario 2026-2029 perché ritengo non sia più accettabile continuare a chiedere ai cittadini di pagare aumenti sempre più pesanti senza affrontare le vere criticità del sistema”.
Lo dichiara il Vice Sindaco di Pescia Luca Tridente, presente giovedì mattina all’Assemblea dell’Autorità d’Ambito.
“Con l’approvazione del nuovo PEF si certifica un incremento continuo dei costi del servizio che rischia di diventare insostenibile. A Pescia siamo passati da un Piano Economico Finanziario di circa 5 milioni di euro nel 2022 agli attuali 6,6 milioni del 2026, mentre le proiezioni parlano di circa 8 milioni di euro nel 2029. Significa che nell’arco di otto anni il costo del servizio aumenterà di circa il 60%, un dato che dovrebbe far riflettere tutti”.
Secondo Tridente il problema non può essere affrontato limitandosi a trasferire gli aumenti sulle bollette.
“Prima o poi dobbiamo avere il coraggio di porci una domanda molto semplice: fino a quando pensiamo che famiglie e imprese possano continuare a sostenere rincari di questa portata? Perché il rischio concreto è quello di trasformare la TARI in una vera e propria emergenza sociale, con ripercussioni sui bilanci familiari, sulle attività economiche e, inevitabilmente, anche sui Comuni chiamati a fare i conti con l’aumento dell’insolvenza”.
Il Vice Sindaco sottolinea inoltre come gli incrementi tariffari non trovino riscontro in un miglioramento della qualità del servizio: “Almeno per quanto riguarda Pescia, i cittadini continuano a segnalare criticità quotidiane: problemi nello svuotamento dei cassonetti, spazzamento insufficiente, raccolta degli ingombranti spesso inefficiente e una gestione complessiva che non appare all’altezza delle somme richieste agli utenti”.
Parole confermate anche dall’assessore all’Ambiente Giacomo Ghilardi: “Ogni giorno siamo raggiunti da segnalazioni dei cittadini che ci fanno presente disservizi nella gestione dei rifiuti sul territorio comunale. Nei giorni scorsi abbiamo scritto ai referenti di Alia con una richiesta di incontro e per chiedere una maggiore qualità del lavoro e più attenzione per Pescia. Siamo pronti ad attivare le penali previste dal contratto se non dovessimo vedere dei rapidi miglioramenti”.
Per Tridente è arrivato il momento di aprire una riflessione sul modello gestionale.
“Occorre iniziare a destinare una parte dei dividendi e dei ricavi derivanti dal recupero e dalla valorizzazione dei materiali riciclati alla riduzione dei costi del servizio, così da contenere gli aumenti tariffari. Se oggi ci troviamo di fronte a una crescita del 60% in pochi anni significa che qualcosa non ha funzionato. Continuare semplicemente ad approvare aumenti senza correggere il sistema significherebbe chiedere ai cittadini di pagare il conto degli errori accumulati nel tempo”.
“Amministrare – conclude Tridente – non significa limitarsi ad approvare numeri. Significa difendere gli interessi dei cittadini. Per questo il Comune di Pescia ha espresso voto contrario al Piano Economico Finanziario 2026-2029, chiedendo un cambio di rotta che metta finalmente al centro sostenibilità economica, efficienza del servizio ed equità nei confronti delle famiglie e delle imprese”.


