Buggiano – Dal lido veneziano si è levato un coro di voci per dire basta. Lo scorso 9 e 10 settembre al Festival del cinema di Venezia il docufilm “Mai più silenzi” della regista buggianese Roberta Mucci ha stregato critica e pubblico e scosso le coscienze su di un problema serio: la violenza nei confronti delle donne.
Nel panorama del cinema sociale italiano, il lavoro di Roberta Mucci si impone con una forza rara: quella di chi sa trasformare temi urgenti, complessi e spesso taciuti in racconti capaci di parlare ai giovani, alle famiglie e alle istituzioni con un linguaggio diretto, narrativo e profondamente umano. La sua regia non cerca il sensazionalismo: cerca la verità. E la porta in scena con coraggio.
I suoi ultimi due progetti: “Senza Senso”, dedicato alla lotta contro le dipendenze giovanili, e “Mai più silenzi” un docufilm che affronta la violenza contro le donne; sono due tasselli di un percorso artistico che mette al centro la fragilità, la responsabilità e la possibilità di rinascita.
Quest’anno Roberta Mucci è tornata dal Festival del Cinema di Venezia con un nuovo riconoscimento per “Mai più silenzi”: un premio che non celebra solo un’opera, ma un impegno civile. Grazie alla magistrata Jacqueline Monica Magi, il docufilm è diventato un vero e proprio vademecum, uno strumento che ogni donna dovrebbe vedere almeno una volta nella vita.
Un coro di voci per dire basta. A dare forza al progetto, un fronte artistico che cresce ogni giorno: Marco Masini, Enrico Vanzina, Davide Rondoni, Matia Bazar, I Cugini di Campagna, Piero Cassano, Giancarlo Antognoni, Fabio Galante e Giovanni Galli.
E molti altri stanno aggiungendo la propria voce, trasformando il film in un coro civile che non vuole e non può essere ignorato. “Ringrazio di cuore – ha commentato Roberta Mucci – tutti gli artisti che hanno e stanno partecipando a questo importante progetto”.


