UZZANO – Leonardo Valentin Herrera nasce a Buenos Aires il 7/5/1984. ma all’età di 3 anni si stabilisce in Toscana con l’intera famiglia, dove creerà la sua vita. Diplomato all’Istituto tecnico agrario “D. Anzilotti” di Pescia (PT), ha modo di fare esperienze lavorative in diversi settori. Poco interessato all’aspetto tecnico dell’arte pittorica, lascia che sia il subconscio a tracciare le linee che daranno forma alle sue opere per poi esplorarne analiticamente il significato. I colori vivaci si contrappongono alla distopia delle immagini per creare un armonico senso di piacevole angoscia. Domenica 19, dalle 16 alle 19 sarà protagonista della performance ‘Riconnettersi…ad Arte’, nei locali messi a disposizione dal Circolo Arci Agorà di Pietrabuona, in via Mammianese Nord 100.
‘Riconnettersi…ad Arte’. Puoi dirci di cosa si tratta?
‘Riconnettersi…ad Arte’ si presenta come un progetto nato dall’esigenza di ricucire (o quanto meno tentare), gli strappi di un tessuto sociale messo duramente alla prova negli ultimi anni; schieramenti che si danno battaglia all’interno di uno scenario dominato da confusione ideologica e crisi di valori.
Ritengo che l’Arte, in questo contesto, possa e debba fungere da ponte, creando i presupposti per un dialogo costruttivo e collettivo che avvicini le persone o per meglio dire, le anime. Capisco che nel 2025 possa risultare anomalo sottolineare questo, ma lo faccio con cognizione di causa; l’esperienza di vita maturata alla mia età, mi ha offerto l’opportunità di poter riconoscere nell’altro qualcosa che supera i confini della comprensione; qualcosa che vive seppellito sotto strati di materia priva di sostanza e che non attende altro se non l’occasione di potere manifestarsi in tutta la sua bellezza. Siamo così maledettamente distratti, così poco educati all’ascolto. Ed è un peccato. Mi chiedo, fantasticando un po’, quale energia potrebbe scaturire se riconquistassimo il tempo delle nostre vite, se tornassimo a guardarci negli occhi. Viviamo in una realtà che ci convince di essere iper-connessi, quando ciò che osservo è ben lontano dalla verità; sempre più chiusi in noi stessi, così assorbiti da una perversa dimensione virtuale, ma pronti a riversare le proprie frustrazioni all’esterno scimmiottando lo slogan di turno. E’ su tale modello che rischiamo di plasmare le future generazioni e sinceramente mi spaventa un po’. Per questo ritengo sia fondamentale il ruolo che l’Arte assume in questo gioco delle parti; per sua natura, incoraggia lo spettatore a sviluppare un pensiero critico, idee nuove; sprona chi vorrà attingerne, a confrontarsi con la parte più intima di se stesso ponendo le basi per una lettura più ampia del mondo che lo circonda; unisce le anime.
L’artista è perciò tenuto a rivestire i panni del mediatore, ovvero di colui o colei che responsabilmente e con generosità, offre il proprio operato in virtù di un bene comune.
Cosa ti aspetti da questa tua iniziativa?
Innanzitutto, ci tengo a ringraziare il Circolo Agorà per aver accettato di accogliere la mia proposta. Mi sono rivolto ad Emanuele perché sono convinto dell’offerta culturale che può offrire il posto avendo a disposizione spazi ampi ed una bellissima montagna di fronte. Vediamo se sarò in grado di darne prova! Per quanto riguarda l’evento di domenica, beh, mi auguro che la gente comprenda a fondo le motivazioni che sono alla base del progetto; auspico che tutti i miei sforzi possano tradursi in miriadi di sorrisi e abbracci; conto sul fatto che gli artisti di zona invitati rispondano all’appello in modo tale da dimostrare alla comunità che ci siamo e siamo tanti, in barba al poco interesse manifestato nei nostri confronti dalle istituzioni locali; spero tanto nella partecipazione dei bimbi e dei giovanissimi che devono poter credere che anche in un piccolo circolino, possano accadere cose grandiose; e soprattutto, incrocio le dite per che non piova!!! E cosa più importante…prego di non deludere il Cielo.


