Pescia – “Zvanì” è il diminutivo con cui in Romagna viene chiamato chi porta il nome di Giovanni: il vezzeggiativo affettuoso che il regista Giuseppe Piccioni ha scelto come titolo del film che ha dedicato a Giovanni Pascoli, da pochi giorni in tutte le sale italiane, dopo essere stato presentato a Venezia, in occasione delle Giornate degli Autori.
Il film è realizzato sulla sceneggiatura del pesciatino Lorenzo Bagnatori, e porta sul grande schermo la memoria e l’identità di uno dei più grandi poeti italiani, che ne ha tracciato un ritratto diverso e profondo: “il lavoro è iniziato nel 2021- spiega lo sceneggiatore -quando Sandro Petraglia, il mio maestro, venne contattato dalla produttrice Donatella Botti per scrivere una serie tv, e ha chiamato a collaborare me ed Eleonora Bordi. L’idea era quella di partire dal libro di Cesare Garboli ‘Trenta poesie famigliari di Giovanni Pascoli’, che raccoglie poesie considerate a lungo minori, ma che racchiudono il senso dell’esistenza complessa e tormentata di Pascoli. Abbiamo letto tanto, cercando gli aspetti meno noti della sua vita: la militanza socialista che lo aveva portato all’arresto, un percorso di studi brillante ma accidentato; cose che non ti aspetti dal Pascoli che si studia sui libri di scuola. Il tentativo era quello di raccontare un Giovanni Pascoli diverso, giovane: di farne un ritratto meno ‘polveroso’, ma non per questo meno aderente al reale. La regia di Piccioni è stata decisiva: ha deciso di non fare un biopic classico, ma di trovare una cifra stilistica originale, coerente con la psicologia di Pascoli. E lo ha fatto anche nella selezione e nella direzione degli attori”.
Il film è stato girato in buona parte a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, casa nativa del poeta; Zvanì è stato coprodotto da Rai Fiction e Memo Films, con il supporto del MiC–Direzione Generale Cinema e Audiovisivo e il sostegno della Destinazione Turistica Romagna. Racconta uno dei massimi poeti italiani, che tutti hanno studiato a scuola, lo conosciamo soprattutto per ‘La cavalla storna’, poesia che narra la tragica morte del padre: ma chi era veramente Giovanni Pascoli, uomo sensibile e ferito da traumi mai superati?


