Crisi del commercio di prossimità, c’è chi ha una soluzione

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Prato – Banchelli, Melani e Rizzo: «La crisi del commercio di prossimità è un fenomeno globale, è necessario supportare le attività di vicinato. Servono sicurezza, eventi, agevolazioni sulle nuove aperture»

“La crisi del commercio di vicinato e dei piccoli esercizi non è certamente un fenomeno che riguarda soltanto Prato: è una trasformazione che sta interessando città e territori in Italia e nel resto del mondo, alimentata dalla crescita dell’e-commerce. Noi siamo dalla parte delle imprese, di chi crea lavoro e di chi lavora. Per questo sosteniamo con convinzione l’iniziativa di Confesercenti sulla proposta di legge per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. E’ un’occasione per riportare al centro dell’attenzione il ruolo dei negozi, dei bar e delle attività di vicinato nella vita della nostra città”.

Lo affermano i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Gianluca Banchelli, Dania Melani e Rocco Rizzo, intervenendo sui dati diffusi da Confesercenti Prato sulla progressiva riduzione dei bar e, più in generale, sulla desertificazione commerciale. Tutti e tre hanno inoltre aderito all’appello di Confesercenti, firmando in piazza del Mercato Nuovo la petizione lanciata dall’associazione di categoria per chiedere Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), incentivi fiscali e un piano nazionale per sostenere e rilanciare il commercio di vicinato.I numeri parlano chiaro: secondo l’analisi di Confesercenti, tra il 2019 e il 2025 nel Comune di Prato i bar sono passati da 433 a 391, con 42 attività in meno, pari a una diminuzione del 9,7%, e una perdita stimata di circa 13 milioni di euro. A livello provinciale la contrazione è ancora più marcata, con 128 bar in meno e una riduzione del 24,7%.

“Dietro questi numeri – dice Melani – ci sono persone, famiglie, lavoratori e imprenditori che hanno investito nella propria attività e che oggi si trovano a fare i conti con costi crescenti, minori consumi e condizioni sempre più difficili. Un bar, un negozio, un ristorante non sono soltanto attività economiche: sono anche luoghi che tengono vive le strade, creano relazioni e contribuiscono alla sicurezza urbana”.

I tre consiglieri di Fratelli d’Italia chiedono al Comune di intervenire, nei limiti delle competenze dell’ente: chiedono tra le altre cose di valutare la possibilità di prevedere nuovi sostegni alle nuove aperture, una programmazione stabile di eventi e iniziative di promozione commerciale e una maggiore collaborazione tra Comune, associazioni di categoria, proprietari ed esercenti. “Chi apre un’attività ha il diritto di farlo nel miglior contesto possibile. A Prato, invece, continuiamo a vedere strade commerciali che perdono attività, fondi sfitti che rimangono chiusi per mesi o anni ed una situazione della sicurezza che certamente non aiuta chi deve lavorare fino a tarda sera. Un esercente – dice Rizzo – deve essere messo nelle condizioni di poter lavorare”. 

“La sicurezza è una precondizione, ma servono eventi distribuiti durante l’anno, iniziative capaci di portare cittadini e visitatori nei quartieri e nel centro storico, una programmazione che coinvolga realmente commercianti e pubblici esercizi e non soltanto iniziative occasionali. L’auspicio è che si possa arrivare ad un vero “Piano comunale per il commercio di prossimità”, ascoltando le associazioni di categoria – ha concluso Banchelli – ma tutto ciò, lo ripetiamo per l’ennesima volta, non può prescindere da una base di sicurezza ed iniziative diffuse”.  

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