IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI

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PISTOIA – Nell’incontro con Verne e il suo immaginario, Sotterraneo ha iniziato un ciclo di studi e progetti legati al racconto di genere e alla narrazione popolare. Punto di partenza è uno dei più famosi romanzi d’avventura di tutti i tempi, Il Giro del mondo in 80 giorni. Il Giro del Sotterraneo nasce nel 2015 come intervento site specific a puntate per la città di Pistoia. Nel 2016, senza rinunciare a questo formato a puntate (che verrà presentato in alcuni festival – tra cui il Festival della Letteratura di Mantova – e teatri, come il Metastasio di Prato), va in scena, in prima nazionale, una versione integrale con l’intento di restituire l’opera di Verne in un’unica soluzione, sonorizzata da un dj-set live. Il giro del mondo in 80 giorni narra la storia di Phileas Fogg, gentleman ottocentesco che per scommessa compie un giro del pianeta – al tempo stesso avventurosa corsa contro il tempo e riorganizzazione enciclopedica del sapere dell’epoca. Sotterraneo allestisce uno storygame teatrale: il romanzo diventa un gioco interattivo col pubblico in cui quiz e test scandiscono la narrazione, trasformando il testo di Verne in un ipertesto fatto di rimandi, collegamenti e aperture di senso che ricollocano il giro del mondo ai giorni nostri – un tempo presente che appare sempre più come il risultato globalizzato e ipertecnologico di quei processi descritti e in qualche modo anticipato da Verne. L’obiettivo è quello di coniugare il carattere affabulatorio del romanzo con la sua natura enciclopedica, ponendo lo spettatore nel ruolo di giocatore attivo che ascolta un racconto e partecipa attivamente al suo sviluppo. I personaggi viaggiano da Londra a Londra passando per Egitto, India, Cina, Stati Uniti, fra peripezie, rimandi simbolici e continui colpi di scena dal sapore tanto anticipatore quanto “vintage”. Nella messinscena del Sotterraneo il mondo descritto dal libro viene letto e raccontato attraverso questo gioco partecipativo col pubblico che coniuga attorialità e quiz interattivo, in una dinamica di salti narrativi, prove da superare e possibili deviazioni che trasforma il romanzo in un ipertesto denso di scarti improvvisi e collegamenti tra l’800 e la contemporaneità.

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