HIV: in Toscana un nuovo studio sulle diagnosi tardive e le cure innovative

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Marta Logli

Toscana – «I dati sulla diffusione dell’HIV in Toscana ci dicono che non possiamo abbassare la guardia. Per questo esprimo grande soddisfazione per l’accoglimento, da parte del Consiglio regionale, della mia proposta di affidare all’Agenzia Regionale di Sanità (ARS),  uno studio mirato a indagare le cause delle diagnosi tardive e l’effettiva aderenza dei pazienti alle cure».

Così Marta Logli, consigliera regionale del Partito Democratico e componente della commissione Sanità, annuncia l’accoglimento della sua proposta di progetto che sarà finanziato tramite gli utili di esercizio dell’Agenzia.

L’iniziativa nasce dai recenti dati diffusi proprio dall’ARS, che fotografano una situazione toscana con contagi tornati ai livelli pre-pandemia (superiori alla media nazionale) e una preoccupante percentuale di diagnosi tardive, che supera il 62%. Un dato aggravato dalla scarsa propensione allo screening preventivo.

«È fondamentale capire perché così tante persone scoprano l’infezione quando la malattia è già in fase avanzata – spiega Logli –. Lo studio che ARS andrà a condurre si concentrerà in particolare su un aspetto cruciale: la continuità terapeutica. Attraverso il coinvolgimento delle farmacie ospedaliere, sarà monitorato quanti pazienti seguono effettivamente e con regolarità le terapie prescritte. L’interruzione delle cure, la cosiddetta ‘vacanza terapeutica’, rappresenta infatti un doppio pericolo: espone a gravi rischi la salute del paziente e aumenta le probabilità di trasmissione del virus a eventuali partner».

Oltre a migliorare l’efficacia delle campagne di prevenzione, la ricerca proposta dalla consigliera PD ha un obiettivo di innovazione e sostenibilità per il sistema sanitario regionale.

«I risultati di questo monitoraggio – conclude Logli – dovrebbero fornirci gli strumenti per individuare i pazienti in grado di beneficiare delle nuove terapie innovative ‘Long Acting’ (farmaci iniettabili a lungo rilascio). Si tratta di soluzioni all’avanguardia che da un lato migliorano drasticamente la qualità della vita delle persone, riducendo il rischio di abbandono delle cure, e dall’altro offrono prospettive di risparmio per il nostro sistema sanitario rispetto alle terapie tradizionali. La Toscana, ancora una volta, si dimostra pronta a investire in ricerca per garantire il diritto alla salute di tutte e di tutti».

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