1942: due aerei cadono in Valleriana

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Una Fortezza Volante del tipo caduto a Calamecca

PESCIA – Sono tante le notizie e le storie su quanto accadde in Valleriana negli anni della Seconda Guerra Mondiale che possono essere trovate sul sito pontito.forumfree.it, curato da Graziano Zomini.

Fra le altre, quella che riguarda due aerei caduti sulla montagna pesciatina nell’estate 1942.

Il 2 agosto, erano circa le 10 del mattino, fra Pontito e Croce a Veglia precipitò un aereo tedesco; a bordo c’erano quattro aviatori, tre morirono sul colpo, il quarto poche ore dopo all’ospedale di Pescia, dove era stato trasportato.

In tutti i borghi della valle all’improvviso si udì un tuono, un boato assordante; era caduto un aereo, sembra a causa di un’avaria; i documenti dell’epoca riportano i nomi dei quattro membri dell’equipaggio: il maresciallo Alfonso Globig, 28 anni, sopravvisse allo schianto, ma morì in ospedale, e poi Giovanni Isser, sergente di 22 anni; Ermanno Kehemeister, caporalmaggiore di 23 anni; e il maresciallo capo Eberard Schneider.

Le salme dapprima furono sepolte nel cimitero centrale di Pescia, poi vennero traslate a Trespiano, in provincia di Firenze; dell’aereo, non si sa molto: pare fosse un velivolo da trasporto, e che a provocare il disastro sia stata l’eccessiva pesantezza del carico, forse unita a un leggero calo nella potenza del motore.

Due mesi dopo la contraerea tedesca, sparando dalla batteria posizionata a monte di Vellano, colpì e abbatté un bombardiere americano, sembra un B 17 Flying Fortress; Franca Gemignani Lupi, in ‘Calamecca’, afferma che l’aereo era di rientro dopo una incursione a Bologna, e scrive che solo uno dei nove membri dell’equipaggio morì, mentre gli altri si salvarono grazie all’intervento dei partigiani, molto attivi nella zona.

La mattina dopo il Comando Supremo della Luftwaffe, la forza aerea nazista, affisse dei manifesti nei quali proibiva di avvicinarsi ai rottami dell’aereo, ma servì a poco: arrivarono in tanti, da tutta la Val di Forfora, per provare a superare il cordone di protezione imposto dai tedeschi attorno al cratere, per raccogliere tutto quanto poteva essere utile.

Nel libro ‘Al tempo che Berta filava’ Giorgio Petracchi conferma che i nove americani si lanciarono con il paracadute, per poi unirsi al gruppo partigiano attivo sui monti fra Pianacci e Malocchio.

Emanuele Cutsodontis

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