Prato – «Dal confronto di domenica a Prato emerge con chiarezza che servono risposte concrete e un impegno istituzionale capace di intervenire su più livelli. Ci sono battaglie ventennali che vengono portate avanti dalle comunità migranti, in rete col territorio, che non si limitano a denunciare il problema ma si rendono corresponsabili della proposta, e ci presentano territori che già sperimentano pratiche virtuose. La Regione deve fare fino in fondo la propria parte, a partire dalle politiche abitative, dal diritto alla salute, dall’accoglienza diffusa e i servizi di accompagnamento all’autonomia integrati, rafforzando gli strumenti per contrastare ogni forma di esclusione e discriminazione. Tutto questo, mantenendo fermo e netto il No ad ogni forma di detenzione senza reato, quella che sopravvive la propria incostituzionalità in ogni CPR ancora aperto in questo paese».
Lo dice Marta Logli, consigliera regionale del Partito Democratico, che domenica scorsa è intervenuta all’assemblea del Coordinamento Migranti Prato che si è svolta a Prato al circolo Arci di San Giusto.
«Sul tema della casa – prosegue Logli – è necessario mettere in campo misure capaci di contrastare la discriminazione residenziale e di sostenere l’accesso all’abitare, perché la mancanza di una residenza non può trasformarsi in un ostacolo all’accesso ai servizi, alla salute, ai diritti fondamentali: ma, soprattutto, ti rende ricattabile. Allo stesso tempo, occorre rafforzare il lavoro con le ASL per rendere i servizi di sempre più accessibili e adeguati alle esigenze delle persone con un background migratorio, investendo anche in percorsi di etnopsicologia, etnopsichiatria e mediazione linguistica e culturale garantita, indispensabili per superare barriere e garantire una presa in carico realmente efficace. Reputo interessante la proposta di una Casa internazionale delle donne migranti anche come presidio di salute, e punto di costruzione di fiducia e di incontro per intercettare situazioni di violenza domestica che ancora non riusciamo a raggiungere.
Ma l’impegno della Regione non può fermarsi alle proprie strette competenze. Possiamo farci promotori dell’interlocuzione col Governo per il protocollo sul decentramento amministrativo delle pratiche di rinnovo dei PdS. Questo – conclude Logli – favorirebbe non solo il territorio pratese, ma tutto il territorio regionale».


