Prato – «Per contrastare l’elusione dell’obbligo scolastico e la dispersione a Prato non serve agitare la minaccia di misure penali, come ipotizzato dal ministro Valditara con l’estensione del ‘Decreto Caivano’, ma occorre rispondere alla disperata richiesta delle scuole: serve personale qualificato, servono docenti per il potenziamento e mediatori culturali. Per questo ho predisposto un’interrogazione da presentare alla giunta regionale affinché solleciti il ministero dell’Istruzione e del merito a rafforzare urgentemente gli organici degli istituti pratesi».
Così Marta Logli, consigliera regionale del Partito Democratico, annuncia la presentazione di un’interrogazione, nata a seguito dell’allarmante quadro tracciato dal recente rapporto dell’Ufficio Statistica del Comune di Prato, dai dati ISTAT e dall’Osservatorio Scolastico Regionale.
«Prato vive un paradosso su cui non possiamo chiudere gli occhi – spiega Logli –. A fronte di una disoccupazione tra le più basse della Toscana e una percentuale di giovani inattivi (NEET) ferma al 7%, ben al di sotto della media nazionale, abbiamo un contesto educativo estremamente fragile. Il disagio educativo è la causa principale dell’esclusione sociale ed economica delle famiglie pratesi».
I numeri ricordati nell’atto della consigliera delineano un’emergenza specifica: Prato detiene il record tra le grandi città italiane, con l’11% degli studenti che abbandonano gli studi o ripetono l’anno (peggio di metropoli come Napoli, Palermo o Milano). A preoccupare è soprattutto il divario enorme tra studenti italiani e stranieri: al traguardo della terza media il 49% degli studenti ha competenze alfabetiche inadeguate (il dato peggiore in Toscana) e, alle scuole superiori, il 71% degli studenti con cittadinanza estera rischia di non diplomarsi nei tempi regolari, contro il 31% degli italiani.
«Non dimentichiamo – incalza la consigliera Dem – che a Prato un minorenne su tre ha cittadinanza estera, pur essendo nato in Italia in nove casi su dieci. Ogni anno più di 500 giovanissimi lasciano la scuola al compimento del sedicesimo anno senza le competenze minime per un inserimento sociale adeguato. A questo si aggiunge il dato sconcertante fornito dallo stesso ministero: circa 300 minorenni residenti non sono mai stati iscritti a scuola, per il 59% in età d’obbligo e per il 73% di nazionalità cinese».
Di fronte a questa emergenza e alle recenti dichiarazioni del ministro Valditara, che in occasione del rapporto Invalsi ha invocato l’uso del Decreto Caivano per Prato, Logli traccia una linea netta: «La Regione Toscana fa già la sua parte, impegnandosi nel contrasto alla dispersione tramite i Piani Educativi Zonali (PEZ). Ma l’approccio punitivo del Governo è cieco e inefficace. Con la mia interrogazione chiedo al presidente della Giunta di attivarsi presso il Governo: le istituzioni scolastiche pratesi chiedono aiuto, e la risposta non può essere la repressione penale, ma l’invio immediato degli insegnanti e dei mediatori che, a differenza di Valditara, sanno applicare quegli strumenti educativi necessari per non lasciare indietro nessuno».


