PISTOIA – La Segreteria provinciale di Rifondazione Comunista interviene con una nota per commentare l’uccisione dell’autista del bus dei tifosi dell’Estra Pistoia.
“Prima di tutto- inizia la nota -permetteteci di esprimere il nostro cordoglio alla famiglia dell’autista Raffaele Marianella ucciso ieri notte in un assurdo quanto vile agguato.
Ma anche di esprimere la nostra solidarietà a chi era su quel pullman e ha dovuto subire un atto che segnala molto di più di una banale demenzialità; l’altro autista, i giornalisti presenti ed i tifosi del Estra Pistoia Basket 2000.
Quanto avvenuto ci lascia un profondo sconcerto e senso di ingiustizia prima ancora che di insicurezza.
Questo gravissimo episodio segnala una situazione allarmante di cui certamente lo Stato deve farsi carico (altro che una banale quanto velocissima occupazione di uno scalo aeroportuale da parte di centinaia di operai licenziati da 4 anni) ma anche di quanto gli organi federali sportivi di tutte le federazioni più importanti non possono più sottostimare o ignorare, segno ormai evidente di connivenza.
Non si può alzarsi la domenica mattina per guidare un autobus e rimanere uccisi da una pietrata. È un morto sul lavoro? Si, lo è. È uno degli oltre mille morti sul lavoro che questo Paese lascia sull’altare di una gestione delle modalità di lavoro senza veri controlli, dai cantieri alle officine, alle strade.
Ma è anche di più: è segnale di come ormai l’imbarbarimento sociale (c’è già chi chiede il ripristino della pena di morte) è fuori controllo e di come nessuno al Governo e in fondo, neanche di chi sta all’opposizione, ha la minima idea di come contrastarlo con azioni sociali, culturali e politiche di recupero alla convivenza. Le leggi sulla finta sicurezza della Meloni non stanno sortendo nessun effetto.
La via da seguire è un’altra, quella di un grande investimento culturale e sociale per abbassare il divario sociale ed emarginare veramente le devianze.
È logico che la prima reazione sia di rabbia e di reazione, ma non possiamo arrenderci allo scivolamento verso un clima di paura e di logica “armata”.
Le forze dell’ordine facciano il loro lavoro (e ci sono già 5 fermati) ma anche la famosa, tanto declamata ‘società civile’, si interroghi sulla china gravissima che sta prendendo quella che era la convivenza civile- conclude -Ne abbiamo tutti bisogno”.


