Little Nemo in Slumberland, arrivato in Italia come Bubi nel Paese del dormiveglia, poi come Little Nemo, è il protagonista di una serie di tavole domenicali auto-conclusive realizzate dal disegnatore statunitense Winsor McCay, pubblicate in origine sulle pagine del supplemento domenicale del New York Herald, dal 15 ottobre 1905 al 23 luglio 1911, successivamente sul New Tork American, fino al 1913, diventando In the Land of Wonderful Dreams; successivamente McCay realizzò le ultime tavole di Nemo tra il 1924 e il 1927, di nuovo per il New York Herald.
Da molti è ritenuto il più bel fumetto di tutti i tempi, per la ricercatezza del disegno e la fantasia dell’autore; McCay nel 1911 decise di interrompere la serie per dedicarsi all’illustrazione, ma, a furor di popolo, fu costretto a riprenderla.

Le tavole presentano una estrema cura dei dettagli e ricchezza di particolari. La qualità grafica delle tavole raggiunge un livello tale da farne una delle più straordinarie opere a fumetti mai realizzate; per non parlare delle innovazioni che introdusse, destinate a influenzare l’arte del fumetto per i decenni successivi: la rottura con la tradizionale struttura rigida delle tavole, composte nella più completa libertà espressiva in maniera funzionale alla narrazione e agli effetti e alle sensazioni ricercate, assumendo un dinamismo cinematografico e, in alcuni casi, anticipando soluzioni che saranno adottate molti anni dopo dal cinema come le carrellate, le soggettive e i movimenti di macchina.
E poi, la profondità delle storie narrate, insieme alle infinite invenzioni surreali e oniriche che, spesso, hanno fatto accomunare questo fumetto all’opera Alice nel Paese delle meraviglie, di Lewis Carroll.
Insomma, una pietra miliare della storia del fumetto, che oggi torna alla luce grazie a NPE, che ha annunciato l’arrivo in libreria, nel mese di dicembre, dell’edizione integrale di Little Nemo in Slumberland, per la prima volta in Italia interamente tradotto in italiano in un volume che raccoglierà tutte le tavole apparse sul New York Herald.
Un progetto monumentale, per realizzare il quale sono stati necessari oltre tre anni di lavoro; un tomo di 368 pagine in carta di grande spessore, nel formato 27×37 cm pensato, per meglio restituire tutta la potenza grafica delle tavole originali; una pubblicazione che inaugura la nuova collana di Edizioni NPE dedicata ai capolavori fondativi della Nona Arte, ‘Origini’.
Grafica e cura sono di Sebastiano Barcaroli, la traduzione integrale è del pistoiese Pier Luigi Gaspa, e poi contributi di Benoît Peeters, François Schuiten e Luca Raffaelli, la collaborazione di collezionisti internazionali, e il supporto di Art Spiegelman, che ha concesso la pubblicazione, nella prefazione, di due tavole tratte da MetaMaus.
Una iniziativa che rappresenta una dichiarazione d’intenti: il recupero e la valorizzazione delle opere fondamentali della storia del fumetto, finalmente rese accessibili agli appassionati.

