Nassim Honaryar, nata nel 1976 a Teheran, vive tra Iran e Italia, dove lavora nel mondo dell’arte, della pittura, dell’illustrazione, del fumetto, con una particolare sensibilità ai temi sociali e ai problemi della sua terra d’origine. ‘Ninna nanna a Teheran’, pubblicato da Rizzoli Lizard, è stato il suo esordio con un graphic novel, che ha presentato lo scorso anno al circolo Agorà di Pietrabuona, prima di partecipare, in settembre, al Meeting Antiazzista organizzato a Cecina da Arci. Nel 2000 si è laureata all’Università di Belle Arti Azad a Teheran, come grafica. Nel 2004 ha preso un master in grafica, e nel 2005 si è iscritta all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Nel 2010 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti a Napoli; ha partecipato, come illustratrice, al Bologna children’s book Fair nel 2009, e nello stesso anno ha vinto il Premio di Incisione Giorgio Morandi a Bologna. Nel 2007 è all’International Biennal of Illustration a Belgrado e al Bologna Children’s Book Fair, a Bologna.

L’urlo del nostro silenzio
Fa freddo. Vi parlo da Tehransar Boulevard a Teheran. Camminiamo per le strade, aspettando le 8 per unirci ai raduni di protesta.
Le forze di sicurezza pattugliano. E vedo forze antisommossa a ogni incrocio.
Non riconoscono lo zelo di uomini e donne. Vogliamo solo che il giusto trionfi sul torto!
I negozi sono chiusi. Hanno attaccato un cartello sulle vetrine: Questi prezzi non sono degni di voi. Non vendiamo fino a nuovo avviso. Si sono uniti ai manifestanti come uomini d’affari.
L’inflazione ha spezzato la schiena della gente. Le spese in dollari non possono essere pagate con gli stipendi in rial.
Sono le 8. La gente arriva da ogni angolo. Gridano slogan: Morte a Khamenei. E Pahlavi tornerà.
Alcuni: Non abbiate paura, non tremate, siamo tutti insieme.
I cellulari stanno filmando.
Si è sentito il rumore di spari! Le forze di sicurezza lanciano gas lacrimogeni… La gente grida: “Polizia, supporto, supporto…”
La polizia chiama la gente a ritirarsi con gli altoparlanti. Stanno creando divisioni.
La gente: “Sacrificherò la mia vita per l’Iran”
E noi…
Voglio solo la libertà e il benessere della gente! Non mi interessa chi verrà!
Ora, è una situazione strana…
È come se fossimo dietro una sala operatoria,
il nostro Paese ha subito dei cambiamenti,
e stiamo aspettando
che dicano:
Va tutto bene… l’operazione è riuscita…
Finalmente, il dolore è passato.


