Gruppo Insieme si può: “Negli ultimi giorni, sulla stampa locale anche on-line è stato comunicato in modo ufficiale l’ accorpamento dei due istituti ITA “D. Anzilotti” e IMS “C. Lorenzini” di Pescia, che diverrà esecutivo a partire dall’anno scolastico 2026/2027.
Alla fine, il DM n° 19 del 2/02/2024 è stato applicato pure nel nostro comune!!!
Nel Decreto si afferma che serve quale strumento di “strategie di contrasto alla dispersione scolastica e alla riduzione dei divari educativi”per giustificare i 750 milioni di euro stanziati dal governo per rispettare gli impegni presi con il PNRR.
Come gruppo Insieme si Può, ci chiediamo quali sono i reali provvedimenti che vengono presi per ridurre il divario e la dispersione?
Dimensionare gli istituti scolastici, accorpando quelli che non raggiungono il numero di iscritti almeno pari a 600 studenti, con altri, senza badare alle caratteristiche di indirizzi, storia, organizzazione delle attività educativo-didattiche che tali istituti svolgono da decenni, in alcuni casi da più di un secolo, è davvero la soluzione?
Accorpare, lo ricordiamo, significa anche ridurre il personale tecnico, di segreteria e dirigenti scolastici.
Anche se concordassimo con la parte del provvedimento che garantisce che gli istituti, una volta uniti due dirigenti in uno solo, manterrebbero comunque la loro autonomia nello svolgimento dei curricula e dell’organizzazione interna del personale e, quindi, niente cambierebbe per gli insegnati e per gli studenti; ci chiediamo, però, come sia possibile, che due istituti così differenti fra loro come un liceo (che incentra gli obiettivi educativi sullo studio teorico) e un istituto tecnico (strettamente legato al tessuto agroalimentare e sanitario) possano avere una visione di sviluppo comune?
Come si può riuscire a gestire tutte le specificità e progettare attività che abbiano le peculiarità di distinti indirizzi senza che ci sia una ricaduta sugli studenti?
C’è il rischio che negli anni entrambi gli istituti ne vengano indeboliti e, non potendo investire le necessarie energie intellettuali e didattiche e sicuramente economiche, si generi un effetto boomerang, che potrebbe portare ad una diminuzione degli studenti iscritti. Questo è stato valutato?
Se aggiungiamo a questo il fatto che, molto probabilmente, il prossimo anno scolastico ITA “D. Anzilotti”, non avrà più personale a disposizione per accogliere e gestire gli studenti del convitto, provenienti dal territorio di tutta la Toscana e oltre, ci sorge di nuovo spontanea la domanda: con questa misura si mira davvero a contrastare la dispersione scolastica e la riduzione di divari educativi?
Oppure se ben mascherata, dietro a questo D.M. si cela la volontà di effettuare un “taglio” ai fondi economici da dedicare all’Istruzione Pubblica, per investire in settori più redditizi come quello delle armi???”


