ROMA – «Bene la decisione della Corte di Cassazione di cancellare la trascrizione di un bambino con “due mamme”, nato facendo ricorso alla fecondazione assistita di tipo eterologo. Ai fini della trascrizione non c’è infatti distinzione tra questa pratica e l’aberrante utero in affitto ed è un bene che la Cassazione l’abbia messo nero su bianco. In entrambi i casi, infatti, la figura paterna – come nel caso specifico della sentenza odierna – o la figura materna rimane in assoluto anonimato, viene dunque annullata ed eliminata e si lede il supremo interesse del minore, ovvero quello di avere una mamma e un papà, crescere con essi e conoscerli, perché è da una mamma e un papà che i bambini nascono e nessuna tecnica medica o aberrante pratica potrà mai sostituire questa verità incontrovertibile». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.
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