Cultura, Gulino: “L’empatia oggi è quasi un atto controcorrente”

2 Minuti di Lettura

Toscana –  “Parlare di empatia oggi significa fare una scelta precisa: non voltarsi dall’altra parte e non chiudersi in se stessi, ma riconoscere l’altro come parte della nostra umanità”.

Lo ha detto Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana e del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, intervenendo al convegno internazionale che ha aperto la seconda fase del movimento dell’Empatismo, che si è svolto oggi al Caffè Letterario Giubbe Rosse di Firenze, occasione che ha segnato anche il conferimento dell’XI Premio Internazionale Cilento Poesia.

“Viviamo un tempo segnato da individualismo, contrapposizioni e chiusura – ha spiegato Gulino -. In questo contesto l’empatia non è un concetto astratto, ma una competenza sociale precisa e concreta: serve a capire l’altro, a tenere insieme le differenze e a ricostruire o far crescere le relazioni”.

Secondo la presidente, “il lavoro culturale promosso dal movimento dell’Empatismo, che mette in dialogo arte, filosofia, psicologia e cultura, invita a cambiare prospettiva. Mettersi nei panni dell’altro non significa perdere la propria identità, ma metterla in relazione alle altre identità, confrontandosi sia con le analogie che con le differenze. É una occasione per scoprire parti di sé che potrebbero rimanere sconosciute e per superare isolamento e solitudine, sempre più presenti nelle nostre comunità”.

“Come psicologi – ha concluso Gulino – sappiamo che senza empatia non c’è cura, non c’è apprendimento, non c’è crescita. L’empatia è una competenza da rinforzare in ogni contesto di vita, perché base indispensabile per la convivenza sociale e per lo sviluppo di un senso di comunità al momento opaco, a tratti inesistente”

Share This Article