Toscana – L’appello di Acli, Cisl e Mcl della Toscana al ministro Tajani, al Parlamento e alle istituzioni locali: “non si può restare indifferenti di fronte alla crudele persecuzione di una donna che si batte per i diritti civili del suo popolo oppresso.”
L’ennesima condanna della premio Nobel per la pace Narges Mohammadi è la nuova dimostrazione, della quale non c’era certo bisogno, di quanto sia barbaro e oppressivo il regime iraniano.
Da oltre 14 anni Narges Mohammadi, che ha gravi problemi di salute, viene sottoposta a detenzioni arbitrarie e gravi, e a provati maltrattamenti. Stavolta è stata condannata a sette anni e sei mesi di reclusione ai quali si aggiungono altre pene accessorie. Le accuse, in questo caso, sono di “raduno” e “collusione ” per aver partecipato ai funerali di un noto avvocato impegnato per i diritti civili. In quella occasione fu anche picchiata dai Pasdaran.
La disumana e inaccettabile tragedia di Narges Mohammadi è la stessa (e la accomuna ancora di più ad esso) di quella del popolo iraniano che ha vissuto un’altra sanguinosa repressione nel tentativo di scuotere un regime fanatico e disumano.
Rivolgiamo un pressante appello al ministro degli Esteri Antonio Tajani perché a nome del governo compia ogni possibile passo per chiedere la scarcerazione della signora Mohammadi, anche in considerazione del suo grave stato di salute, come rivolgiamo un appello al Parlamento e a tutte le istituzioni locali: non si può restare indifferenti di fronte alla crudele persecuzione alla quale è sottoposta una donna sola che si batte per i diritti civili del suo popolo oppresso.


