Serravalle Pistoiese – Bardelli: “Risale ormai a più di quattro anni fa l’ordinanza emessa dal sindaco Lunardi per vietare ai proprietari dei pozzi nei pressi del Pozzo Masotti l’utilizzo dell’acqua per uso animale e umano (bere, preparare cibi, lavare stoviglie e panni, lavarsi), se non prima di aver verificato analiticamente l’assenza di tetracloroetilene e tricloroetilene ed aver provveduto al loro monitoraggio.
Infatti nel mese di maggio 2021 ARPAT aveva rilevato nelle acque del pozzo una significativa contaminazione prodotta da queste sostanze inquinanti.
È vero che l’acqua immessa nell’acquedotto comunale viene tuttora filtrata da un sistema di carboni attivi da parte di Publiacqua; ma fatto sta che l’acqua allo stato “grezzo” rimane contaminata da tetracloroetilene e tricloroetilene, richiedendo pertanto la bonifica del sito.
L’art. 250 del Codice ambientale (Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006) prevede che la bonifica dei siti inquinati sia a carico del responsabile della contaminazione. Se questo non è individuabile oppure non procede alla bonifica e se non procede nemmeno il proprietario del sito, gli interventi di bonifica devono essere realizzati d’ufficio dal comune territorialmente competente e, ove questo non provveda, dalla regione, secondo l’ordine di priorità fissato dal piano regionale per la bonifica delle aree inquinate.
Perché per il pozzo Masotti nessuno finora si è mosso?
Per avere risposte in merito abbiamo inoltrato all’amministrazione comunale – e per conoscenza alla Regione Toscana e alla Prefettura – la seguente istanza di accesso ambientale.
La cittadinanza ha diritto di avere acqua pura e di ricevere una informazione puntuale, efficace e continua. L’amministrazione comunale ha il dovere di garantire tali diritti”.
Pozzo Masotti: inoltrata al comune istanza di accesso ambientale


