Pescia – Dopo Buggiano, Ponte Buggianese e Chiesina Uzzanese, la vice presidente della Regione Toscana, Bintou Mia Diop, è arrivata anche a Pescia, nell’ambito del suo tour per visitare quei beni confiscati alla criminalità organizzati che, grazie ai finanziamenti regionali, torneranno a nuova vita, restituiti alla comunità per essere utilizzati per finalità sociali.
Come nel caso della villetta in via di Campo 174, sottratta al controllo di una famiglia camorrista, della quale è quasi al termine l’intervento di riqualificazione finanziato con 102mila euro della Regione Toscana, curato da Emanuele Tompetrini, tecnico del Comune di Pescia.
In quella che è stata quasi una inaugurazione del bene sono intervenuti, al fianco di Diop, il sindaco Riccardo Franchi, l’assessora al Welfare Cristiana Inglese, la consigliera regionale Simona Querci, i rappresentanti di Libera e della Fondazione Caponnetto, un gruppo delle Giovani Sentinelle della Legalità del Liceo Lorenzini, con il loro docente Giancarlo Carducci, il direttore della Società della Salute della Valdinievole, Stefano Lomi, rappresentanti della locale Stazione dei Carabinieri e il vice questore aggiunto Andrea Natale, dirigente dei commissariati di Montecatini e Pescia; non ha mancato di intervenire, sia pure con un saluto a distanza, anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio della Regione Toscana Bernard Dika.

Il bene, che sarà finalmente disponibile entro pochi mesi, ospiterà una struttura semiresidenziale destinata a un gruppo di adolescenti con problemi psicolopatologici.
“L’esistenza stessa di questi beni- ha detto Diop –testimonia della presenza di associazioni criminose che tolgono spazi, possibilità e risorse alla collettività. Grazie alle amministrazioni comunali e ad associazioni come Libera e la Fondazione Caponnetto vengono restituiti alla comunità e alle nuove generazioni. Su alcuni temi importanti, anche a livello nazionale, stiamo facendo dei passi indietro, ma vedere anche i Comuni meno grandi fare resistenza è importante. Con i beni confiscati alle mafie si sa come e quando si iniziano gli interventi, non come vanno a finire. Di sicuro non troviamo collaborazione da parte degli occupanti. Oggi la lotta alla mafia è meno visibile, ma la criminalità organizzata è sempre molto presente. Ieri è stato presentato, nella Sala del Pegaso, il rapporto sull’infiltrazione mafiosa in Toscana, c’erano presenti tanti giovani e giovanissimi, oltre cento, molto attenti nel seguire la discussione. La nostra è una delle poche regioni a finanziare progetti di recupero dei beni confiscati; abbiamo impegnato in questo oltre sei milioni di euro, una spesa che, per noi, è un investimento- conclude –che ci garantisce che questi beni andranno a servire la comunità”.


