Attivo al Santo Stefano l’ambulatorio per accessi vascolari per i pazienti chirurgici

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Da sx inf. Debora Agostini, direttrice infermieristica Monica Chiti, inf. Giulia Bertini, inf. Giacomo Cafissi e dottor Simone Becarelli

Prato – All’ospedale Santo Stefano di Prato è stato attivato un nuovo ambulatorio infermieristico dedicato alla gestione degli accessi vascolari, servizio rivolto in particolare ai pazienti candidati a intervento chirurgico che presentano difficoltà nel reperimento dell’accesso venoso periferico.

L’accesso venoso rappresenta una procedura di sicurezza per il paziente indispensabile per l’esecuzione di qualsiasi intervento chirurgico, anche di piccola entità. Tuttavia, alcuni pazienti, per caratteristiche anatomiche individuali o per determinate condizioni cliniche, presentano un patrimonio venoso scarso e più difficilmente accessibile che può rendere più complessa e prolungata questa procedura.

Normalmente il posizionamento dell’accesso venoso in questi pazienti viene effettuato nei minuti immediatamente precedenti all’intervento chirurgico in sala operatoria. In un’ottica di miglioramento e ottimizzazione dei percorsi chirurgici il nuovo percorso prevede che durante la fase di preospedalizzazione venga valutato, mediante una apposita scala, il patrimonio venoso del paziente e di conseguenza la difficoltà nel reperimento di un accesso venoso valido al tipo di intervento che dovrà eseguire. I pazienti che lo necessitano vengono poi indirizzati dal medico anestesista all’ambulatorio.

L’ambulatorio è attivo il martedì e il sabato mattina presso il poliambulatorio (stanza 31). Qui, personale infermieristico specializzato procede al posizionamento dell’accesso venoso mediante tecnica ecoguidata, utilizzando dispositivi avanzati rispetto alle tradizionali agocannule; modalità questa che consente maggiore precisione, sicurezza e comfort per il paziente, riducendo i tempi di preparazione del paziente all’ingresso in sala operatoria e di conseguenza, più in generale, i tempi operatori.

“L’accesso venoso viene posizionato nei giorni immediatamente precedenti l’intervento – spiega il referente infermieristico dell’ambulatorio, Giacomo Cafissi – permettendo al paziente di rientrare al proprio domicilio in tutta sicurezza e di presentarsi il giorno dell’intervento già pronto, con enormi benefici in termini di tempo e qualità dell’assistenza”.

“L’ambulatorio rappresenta un ulteriore passo avanti nella valorizzazione delle competenze infermieristiche e nell’innovazione dei percorsi assistenziali – sottolinea la dott.ssa Monica Chiti, direttore SOC Assistenza Infermieristica area territoriale Prato – L’impiego di tecniche avanzate come l’ecoguida e la presa in carico anticipata del paziente consentono di migliorare la sicurezza, il comfort e l’esperienza complessiva della persona assistita”.

Questo nuovo servizio nasce come integrazione del Vascular Access Team del Santo Stefano – diretto dal dottor Simone Becarelli, medico anestesista – che vanta, oltre al servizio di posizionamento di accessi vascolari a lunga permanenza presente in ospedale già dai primi anni 2000, anche un più recente servizio infermieristico di posizionamento di accessi venosi ecoguidati riservato ai pazienti già ricoverati nei vari setting ospedalieri.

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