Alle aree interne più di 123 milioni di euro di fondi di coesione

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Garfagnana – Una due giorni di condivisione di esperienze a livello nazionale, per mettere a confronto ideee proposte nell’ottica di individuare assieme una strategia futura di rilancio delle aree interne: un lavoro che fino ad ora, nella nostra regione ha contato sull’impegno di Anci Toscana, che nella definizione delle scelte strategiche ha fatto da raccordo tecnico permanente fra la Regione Toscana, i Comuni coinvolti e gli stakeholder locali.

Il Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana ha ospitato il convegno “Territori connessi, comunità viveil futuro delle Aree Interne tra prospettive e strategie“, organizzato dall’Unione Comuni Garfagnana, in qualità di Ente capofila per l’attuazione della Strategia di Area Interna “Garfagnana – Lunigiana – Media Valle del Serchio – Appennino Pistoiese”. L’evento ha visto la partecipazione di Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e del Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei.

«Il 6 maggio a Bruxelles, il vicepresidente della Commissione Europea Raffaele Fitto terrà con tutti i ministri della Coesione un confronto che viene definito ‘di alto livello’ per affrontare il tema di come declinare il diritto di restare, perché quello non è un tema nazionale, ma europeo, come la denatalità – ha spiegato l’On. Tommaso Foti, Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione illustrando la Strategia Nazionale Aree Interne -. Come Governo abbiamo adottato una strategia per le aree interne che ne ha aggiunte 56 a quelle precedentemente individuate; di queste 43 sono finanziate direttamente dallo Stato, 13 dalle Regioni. Abbiamo una programmazione 2014-2020 che è ancora in forte ritardo, con circa il 60% dei fondi impegnati e il 45% di fondi rendicontati. Delle nuove strategie che le Regioni ci hanno trasmesso ne abbiamo già approvate 23 su 43 e penso che nei prossimi giorni l’iter arriverà a conclusione, almeno questo è l’augurio che mi faccio, perché è quello il punto di partenza per portare in queste aree le iniziative, che riguardano principalmente salute, trasporti e istruzione».

«Più di 150mila persone, la maggior parte sono ragazzi, ogni anno lasciano il nostro Paese, per andare dove trovano opportunità, stimoli e possibilità; il rischio è che a un certo punto questo non avvenga solo nelle aree interne – ha dichiarato il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei -. È necessario un grande cambiamento. Se non ci mettiamo assieme e se non scegliamo qualcosa di strategico, facciamo sempre e soltanto qualcosa di opportunistico e di reattivo. Serve uno sforzo che sfugga dalla logica del piccolo consenso, dalla logica dell’incasso immediato».

«Fra i temi centrali di questi importanti due giorni di lavoro credo ci sia la richiesta di certezze di strumenti – ha detto Susanna Cenni, presidente di Anci Toscana -. Strumenti alla cui costruzione abbiamo cercato di contribuire come Anci Toscana, per definire una governance che consentisse anche ai Comuni più piccoli di portare a terra progetti di sviluppo e di risorse. Sul tema della certezza di risorse ovviamente siamo anche in attesa di capire cosa accadrà con la nuova programmazione europea».

«Sono stati due giorni di lavoro intensi – ha dichiarato la presidente dell’Unione Comuni Garfagnana Raffaella Mariani – utili a raccogliere stimoli da diversi territori e a ripartire dal positivo percorso intrapreso fin qui, continuando a lavorare sinergicamente per la valorizzazione e il rilancio delle Aree interne. Un momento di sintesi, in vista della nuova programmazione, per proseguire facendo tesoro delle esperienze maturate».  

Il quadro regionale: le aree Snai

In Toscana le aree Snai (Strategia nazionale aree interne) per il ciclo 2021-2027 sono sei: Casentino-ValtiberinaGarfagnana-Lunigiana-Media Valle del Serchio-Appennino Pistoiese; Valdarno-Valdisieve-Mugello-Val di BisenzioAmiata Valdorcia-Amiata Grossetana-Colline del Fiora; Alta Valdera-Alta Valdicecina-Colline Metallifere-Valdimerse;Valdichiana Senese.

Facendo riferimento al Dossier regionale sulla Snai le sei aree coinvolgono 115 Comuni (42% del totale regionale) e 448.635 abitanti, ovvero circa il 12% della popolazione regionale ma quasi il 50% del territorio per superficie (48,46%). Si tratta quindi di aree ampie, poco popolate e in declino demografico: tutte le aree mostrano calo demografico del 3,5%, in linea con il dato nazionale sulle aree interne (-3,7%).

Hanno inoltre una densità abitativa molto bassa: anche 23 ab/km² per l’area Amiata Valdorcia-Amiata Grossetana-Colline del Fiora. La media è di 58,15 ab/km² contro oltre 160 ab/km² di media regionale. C’è poi il tema delle distanze elevate dai servizi: servono fino a 40-50 minuti medi per raggiungere centri principali.

La sfida principale dunque è invertire lo spopolamento rendendo questi territori più vivibili e competitivi rafforzandone la struttura economica e l’accesso a servizi primari. La Strategia Snai punta a rafforzare i servizi essenziali (istruzione, salute, mobilità) e a creare opportunità di lavoro attraverso interventi di sviluppo locale. 

Le scelte strategiche per il rafforzamento delle aree interne

Le scelte strategiche sulle aree puntano a essere coerenti con le loro caratteristiche strutturali e i loro punti di forza ma anche con le linee di finanziamento disponibili. L’azione regionale è sostenuta da un mix integrato di fondi europei, nazionali e regionali (Fesr, Fse+, Feasr, Psnai), con una governance dedicata, in cui Anci Toscana ha svolto un ruolo di raccordo tecnico permanente fra la Regione, i 115 Comuni coinvolti e gli stakeholder locali.

La prima fase di Strategia preliminare ha fatto emergere un forte interesse territoriale, con una domanda di risorse (485,5 milioni di euro) cinque volte superiore alla dotazione disponibile (97,3 milioni di euro) e con circa il 62% dei contributi richiesti valutati coerenti (299 milioni di euro). 

La chiusura del processo, nel 2025, ha visto Anci Toscana impegnata nell’accompagnamento dei soggetti coinvolti agli Iti (Investimenti territoriali integrati), nella promozione d’incontri per la definizione delle proposte progettuali in ambito Fse+ e dell’approvazione dei Psra nell’ambito delle risorse Feasr.

In seguito alla revisione dell’assetto finanziario la riserva iniziale di fondi Fesr ed Fse+ ha subito un incremento del 12,8% portando così la riserva finale a 109,8 milioni di euro. Il Feasr è intervenuto invece con risorse dedicate pari a 1 milione di euro per ciascun’area, integrandosi con Fesr e Fse+ in un unico piano d’area. A questi si aggiungono i fondi Psnai8 milioni di euro di finanziamento per le due aree Amiata Valdorcia – Amiata Grossetana – Colline del Fiora e Alta Valdera – Alta Valdicecina – Colline Metallifere – Valdimerse.

Per i progetti finanziati con fondi del Pnrr, al 15 marzo 2023 si contavano nel database curato da Regione Toscana 6.045 progetti per 6,6 miliardi di euro e un finanziamento già assegnato di 5,4 miliardi (90% di fonte Pnrr e 10% di fonte Pnc). Dell’ammontare descritto, il 22% dei progetti e il 7% delle risorse assegnate insiste nelle sei aree candidate alla Snai del ciclo 2021-27

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