Prato – “La giunta Giani ha aumentato l’addizionale Irpef dicendo che sarebbe servita a garantire migliori servizi sanitari, ma come fatto notare dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia è servita a quanto pare a ripianare un buco di 100 milioni. E all’assessore regionale alla Sanità Monia Monni, che a quanto mi risulta vive ormai a Prato, chiederei di fare il punto della situazione per quanto riguarda la nostra città e di chiarire se gli sforzi dei contribuenti pratesi culmineranno perlomeno in un potenziamento dei servizi sanitari sul territorio”.
Questo l’invito rivolto da Dania Melani, candidata consigliera di Fratelli d’Italia alle scorse regionali.
“A quanto pare, i sacrifici dei pratesi e dei toscani in generale non sono sufficienti: nonostante l’aumento del Fondo sanitario per la Toscana da parte del governo Meloni di 170 milioni di euro, per un totale di 8 miliardi e 273 milioni, ed i 172 milioni di risorse stanziate dalla Regione, siamo di fronte ad una voragine di milioni di euro nei conti delle Asl – ha aggiunto – dove sono stati spesi i soldi dei contribuenti toscani mentre le liste d’attesa si allungano e i bilanci non tornano?”
Melani ha poi posto l’accento sulla riorganizzazione dell’ex-guardia medica a partire dal prossimo febbraio che aveva portato a livello regionale decine di medici a sottoscrivere una “L’area pratese si prospetta a quanto pare tra le più “colpite” dai tagli: a San Paolo e a Coiano resterà a quanto pare un solo medico in turno da mezzanotte alle 8 – ha concluso Melani – in centro, si profila un solo medico per il turno notturno e due per il serale. Ancor più fosco, potenzialmente il quadro della provincia il medico di turno a Casale dovrà a quanto pare occuparsi anche di Poggio a Caiano ed anche Vernio e Vaiano rimarranno come sempre con un solo medico di guardia. Così, oltre che a ridurre il servizio per la cittadinanza, si andrebbe però a caricare ulteriormente il lavoro dei dottori, chiamati da soli a dare risposte ad un numero maggiore di residenti che talvolta abbracciano più territori comunali. Con tutte le criticità e le problematiche facilmente intuibili. Anche per questo, senza voler polemizzare, chiederei all’assessore Monni di fare chiarezza”.


