ROMA – «Il Digital Services Act è un regolamento dell’Unione Europea che limita fortemente la libertà di manifestazione del pensiero su internet, una vera censura politica e ideologica, che come una mannaia si abbatte su chi ha opinioni diverse dal pensiero unico dominante. In base al DSA i motori di ricerca e le piattaforme dovranno esaminare, in particolare, i contenuti riguardanti temi come: violenza di genere, salute pubblica, protezione dei minori e benessere mentale e fisico. Sappiamo bene che quando l’Unione Europea utilizza questi termini si riferisce in realtà a temi come l’aborto, l’ideologia gender, droga e pedofilia. Già prima dell’approvazione del DSA le associazioni pro life e pro family hanno sperimentato la censura. Con l’entrata in vigore di questo regolamento, il rischio di una cancellazione totale da parte di piattaforme, social network e testate online di opinioni e pensieri contrari al mainstream su queste tematiche, è assicurato». Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus.
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