Il Rione Ferraia deve trovare una nuova sede: l’appello a soci

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Il direttivo del Rione Ferraia

Pescia – C’è bisogno dell’aiuto di tutti: soci, amici e simpatizzati, per salvare il rione Ferraia. Le difficoltà in cui versa, messe nero su bianco nella lettera di fine anno che il direttivo invia regolarmente a tutti i soci, sono le più difficili di sempre.

“Il Rione – si legge – sta attraversando uno dei momenti più critici dei suoi 45 anni di storia”.

Tra poco meno di un mese, infatti, la storica sede dovrà essere sgomberata, non ci sarà più un tetto sulla testa dei contradaioli e non ci sarà più un centro aggregativo che per oltre quattro decenni “ha accolto le nostre vite, le nostre passioni, i nostri sogni”.

Nonostante sia l’ora del momento più buio, il direttivo non ha perso le speranze di riuscire a risollevare le sorti del Rione, ma ha bisogno dell’aiuto di molti ed infatti nella lettera ai soci si spiega chiaramente.

“Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti: di ogni socio, di ogni simpatizzante, di chiunque abbia a cuore questa realtà che è parte viva del tessuto sociale del nostro quartiere e di Pescia”.

Le difficoltà non hanno piegato lo spirito del presidente Riccardo Michelotti, che ha la forza di guardare oltre i problemi e riporre fiducia in ciò che riserva il futuro.

“Tutto è iniziato – ha spiegato – i primi giorni di settembre quando il titolare dell’immobile in cui siamo in affitto ha deciso di aumentare il canone, portandolo a una cifra per noi insostenibile. Allora ci siamo mobilitati, per prima cosa chiedendo supporto all’amministrazione comunale, ma questa ci ha detto che non ha spazi disponibili. Dopodiché abbiamo continuato a cercare e, grazie al parroco don Valerio Mugnaini, abbiamo trovato un locale dove sistemare, temporaneamente, il nostro materiale”.

Anche Anna Petroni ribadisce il concetto: “Il 31 gennaio dovremo lasciare i locali dell’ex Silvio Pellico, dove avevamo a disposizione 400 mq. Non vogliamo perdere quello che contengono, significherebbe dimenticare la nostra storia e 45 anni di attività”.

“Per mantenere vivo il rione – ha chiosato Tiziana Corazzi – serve però organizzare iniziative e manifestazioni, solo così si salvaguardia un’associazione storica”.

Per risolvere la situazione e salvare il Rione, che conta circa 250 iscritti, un centinaio dei quali under 18 ci vorrà tanta buona volontà e non solo. Serve una nuova sede.

La soluzione è già stata individuata e qual è lo spiega la Petroni: “Abbiamo un progetto a lungo termine, ci stiamo organizzando per l’acquisto di un piccolo fondo. Proporremo la cosa all’assemblea straordinaria dei soci”.

Fondamentale dunque sarà il “popolo” del Rione Ferraia. “Abbiamo bisogno di voi, di tutti voi”, questo il concetto esplicitato dal comitato nella lettera mandata ai soci.

“È necessario, ora più che mai – ha concluso Matteo Bartolini – che chi ha interesse nella città e nel suo Palio ci dia una mano, a partire dal momento del trasloco”.

L’attività che svolge il Rione è principalmente storico-culturale, ma anche sociale e sportiva svolta da arcieri, musici e sbandieratori.

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