PFAS NELLA FRUTTA E NELLA VERDURA, E’ ALLARME PER I CONSUMATORI. CODACONS: SONO GL IINQUINANTI ETERNI, UN PERICOLO GRAVISSIMO PER LA SALUTE DEI CONSUMATORI. OCCORRE PORTARE LA QUESTIONE AL CENTRO DEL DIBATTITO PUBBLICO.

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A essere colpita è soprattutto la frutta estiva come le fragole (37%), le pesche (35%) e le albicocche (31%) che spesso arrivano a contenere 3 o 4 diversi Pfas. Per gli ortaggi l’aumento è del 247% in dieci anni, con l’indivia (42%) e i cetrioli (30%) che registrano i valori più alti nel 2021. Questi dati sono emersi da una recente indagine di Pan Europe. E’ allarme per i consumatori.

Codacons: “I Pfas, acronimo inglese di “perfluorinated alkylated substances”, nascono negli anni ’40 come composti chimici detti “di sintesi”. Sono sostanze idrorepellenti e oleorepellenti quindi hanno avuto un ampio uso da parte dell’industria per le loro priorità antiaderente, antimacchia, idrorepellente e impermeabilizzante. Si trovano ormai dappertutto, dalle pentole antiaderenti, a indumenti e scarpe impermeabili, fino ad alcuni imballaggi alimentari, pesticidi e acque del rubinetto. Dette anche forever chemicals, sono difficilmente biodegradabili, permangono nell’ambiente e sono associate a numerosi problemi per la salute umana. Sono infatti collegate a una serie di gravi problemi di salute, tra cui cancro, infertilità, difetti congeniti e disturbi del sistema immunitario. Contaminano l’ambiente e finiscono anche nel sangue umano, come ha dimostrato una recente iniziativa dell’European Environmental Bureau. Nel dibattito pubblico tutto sembra, misteriosamente, tacere eppure i dati sono da allarme.

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