Primo intervento con innovativo pacemaker al S. Giovanni di Dio

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Firenze –Fino ad oggi, la cardiostimolazione di entrambe le camere cardiache, atrio destro e ventricolo destro, richiedeva necessariamente l’utilizzo di pacemaker tradizionali composti da un generatore e due elettrocateteri inseriti da una vena della spalla. La tecnica leadless “senza fili” è invece da alcuni anni disponibile per la stimolazione del solo ventricolo destro, quindi, adatta solo in pazienti con fibrillazione atriale. Con i nuovi dispositivi leadless, la stimolazione ora può avvenire in entrambe le camere cardiache, atrio e ventricolo. Senza fili. Una tecnica di impianto combinato che allarga anche la platea di pazienti che possono essere trattati nelle cardiologie di Asl Toscana centro, inserite all’interno del dipartimento delle specialistiche mediche diretto da Pasquale Palumbo.

L’impianto di pacemaker leadless bicamerale di nuova generazione, primo utilizzato in Asl Toscana centro, è stato effettuato poche settimane fa presso l’elettrofisiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio. L’intervento è stato eseguito dall’équipe composta dai medici Umberto Signorini e Federica Michelotti, con il supporto degli infermieri Ilario BenvenutiLaura Niccolini e Margherita Guida, e con la collaborazione del medico Luca Iannucci dell’ospedale Spaziani di Frosinone.

Oltre al già consolidato utilizzo del pacemaker completamente intracardiaco per la stimolazione del ventricolo destro – sottolinea Umberto Signorini che ha guidato l’intervento – il nuovo dispositivo prevede anche il rilascio di una capsula di stimolazione in atrio destro. Questa caratteristica permette di ampliare le indicazioni cliniche di questi dispositivi, rendendo possibile il trattamento non solo dei pazienti in fibrillazione atriale ma anche di quelli in ritmo sinusale“.

L’elettrofisiologia del San Giovanni di Dio rappresenta da anni un punto di riferimento nella stimolazione cardiaca senza l’utilizzo di elettrocateteri intravascolari.

Di nuovo c’è che il dispositivo utilizzato con l’ultimo impianto – spiega Massimo Milli, Direttore della Cardiologia 1 di Firenze di cui il San Giovanni di Dio fa parte – permette la stimolazione “doppia” del cuore senza fili, utilizzando una tecnologia che fino a poco tempo fa era disponibile solo per la stimolazione della singola camera ventricolare destra. Questo risultato rappresenta un ulteriore passo avanti per la nostra elettrofisiologia e testimonia l’impegno costante verso l’innovazione e la qualità delle cure”.

In pazienti adeguatamente selezionati, questo approccio riduce significativamente alcune delle complicanze associate ai sistemi tradizionali, come infezioni e trombosi venose, e rende possibile la cardiostimolazione anche in malati con accessi vascolari limitati, quali quelli sottoposti a dialisi. Inoltre, l’assenza di cicatrici visibili e di dispositivi sottocutanei percepibili contribuisce a ridurre l’impatto psicologico sul paziente.

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