PFAS, Mozione approvata in Regione, Biffoni (Pd): “Percorso virtuoso, a Prato non si parte da zero”

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Matteo Biffoni

Prato – «Un tema che coinvolge tutti perché intacca una questione fondamentale: tenere insieme la tutela ambientale con la capacità produttiva delle nostre aziende. Aziende che sono ormai consapevoli che un percorso va fatto, tutti insieme, dispiegando il massimo impegno ed utilizzo delle nuove tecnologie. Per questi motivi ho contribuito, con diversi emendamenti, alla stesura di un atto che oggi, con grande soddisfazione viene approvato all’unanimità».

Lo ha detto Matteo Biffoni, consigliere regionale del PD, che oggi è intervenuto in aula nella discussione sulla mozione “In merito alla contaminazione da PFAS”, che ha co-firmato insieme ai colleghi Galletti, Rossi Romanelli, Falchi, Ghimenti e Bezzini.

«Sicuramente c’è un percorso da fare – aggiunge Biffoni – ma voglio ricordare che c’è consapevolezza e sensibilità, anche da parte delle aziende. Ad esempio, nel distretto tessile, l’Unione industriale di Prato, oggi Confindustria Toscana Nord, è stata tra i precursori a livello globale nell’affrontare il problema delle sostanze chimiche pericolose, inclusi i PFAS (spesso indicati nel settore tessile come PFC – composti perfluorurati, ndr), attraverso una strategia basata su certificazioni volontarie e ammodernamento delle infrastrutture. Ultimamente ha anche promosso l’adozione di standard internazionali che escludano i PFAS. Quindi, non partiamo da zero, anzi. Si tratta ora di supportare e coordinare un percorso virtuoso: da un lato il rispetto massimo dei limiti, dall’altro una mano tesa alle aziende accompagnandole e non vessandole. Sicuramente – conclude Biffoni – la mozione approvata è un passo avanti in questa direzione».

La mozione approvata impegna la giunta regionale a: supportare le ASL nelle verifiche sui PFAS nelle acque potabili previste dal D.Lgs. 18/2023 e a collaborare con l’Autorità Idrica Toscana, ARPAT e i gestori del servizio idrico per potenziare i controlli sulle acque destinate al consumo umano e sugli scarichi civili e industriali, promuovendo al contempo — anche tramite l’aggiornamento del Piano di Tutela delle Acque e il coinvolgimento dei distretti industriali e delle società di depurazione — analisi preventive sui reflui, monitoraggi sul percolato delle discariche e indagini epidemiologiche nelle aree critiche per individuare le fonti di inquinamento, il tutto coordinato da un apposito Osservatorio tecnico-scientifico, nel quale è previsto il coinvolgimento delle categorie economiche, e sostenuto da linee di finanziamento dedicate per favorire la ricerca e la sostituzione dei PFAS con alternative ecocompatibili nei cicli produttivi.

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